Maestri d'Ascia
È più un'arte che un lavoro quella dei maestri d'ascia che, da millenni, modellano il legno, lo plasmano e lo trasformano in scafi in grado solcare le acque. Sul Promontorio del Monte Argentario, luogo d'incontro di comunità provenienti da luoghi marittimi diversi, i maestri d'ascia hanno imparato le diverse procedure, fondendole e arricchendole, tanto da dare al loro lavoro connotati propri e distintivi per i quali sono conosciuti ovunque. Inizialmente il lavoro dei Maestri d'ascia era volto, soprattutto, alla creazione e alla riparazione di natanti usati per la pesca o, comunque, per il lavoro ma, la nascita del diportismo nautico e la conseguente richiesta di barche di legno per usi più dilettevoli, ha trasformato questi esperti in veri e propri artisti, in grado di disegnare nuovi modelli e realizzare natanti seguendo linee e stili al passo coi tempi. Col tempo molte delle imbarcazioni uscite dalle loro mani sono diventate delle vere e proprie regine dei mari, oggetti di culto per amanti del mare e dell'antica tradizione di "andar per acqua". Oggi l'opera dei maestri d'ascia sul promontorio è ancora richiesta e, al momento, sono una decina in tutto, grazie anche ad un progetto di preparazione e qualifica che, nel 2010 a Porto S. Stefano, ha visto coinvolti ragazzi diplomati che si affacciano al mondo del lavoro.
Per ottenere la qualifica di maestro d'ascia occorre iniziare come apprendista in un cantiere navale per acquisire la qualifica di Carpentiere navale e, successivamente, sostenere un esame presso la Capitaneria di porto per ottenere la licenza di Maestro d'ascia che permette di progettare autonomamente barche di dimensioni fino a 150 tonnellate di stazza (volume). L'importanza che questa attività ha assunto col trascorrere del tempo sul territorio, ha fatto si che rimanesse impressa nelle immagini e nei modellini che compongono la mostra permanente, ospitata all'interno della Fortezza spagnola, che il Comune di Monte Argentario ha voluto dedicare a questa categoria di lavoratori, elemento cardine della storia, dello sviluppo ma anche del futuro del Promontorio dl Monte Argentario.
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